LE RICERCHE DELLE TERZE MEDIE PER IL FAI

VISITA AI MULINI DI POZZALE E NEBBIU'

IL MULINO DI NEBBIU' ATTUALMENTE DEGRADATO MA UGULAMENTE INTERESSANTISSIMO

12 dicembre “Guarda come FAI”

PIEVE DI CADORE

Gli studenti delle terze classi della scuola media “Pietro Fortunato Calvi” di Pieve di Cadore in questi giorni sono impegnati, insieme ai loro docenti, alla realizzazione del progetto del Fondo Ambiente Italiano “Guarda come FAI”. Si tratta di una proposta del FAI per l’anno scolastico 2013-2014 con il quale è stato  proposto alle classi di affrontare il tema della relazione tra i luoghi del lavoro e del tempo libero con il  paesaggio. “Pertanto, ha spiegato il professore Ivano Alfarè Lovo,  sono stati presi  in considerazione  le sedi delle attività produttive e commerciali e gli spazi di incontro e di svago. Finalità del progetto è far comprendere agli studenti che anche fabbriche, uffici, fattorie, campi coltivati, teatri, biblioteche, con la loro storia e le loro specificità, sono importanti segni che contraddistinguono il paesaggio, testimoniandone la storia, l'economia, ma anche la cultura e i modelli di vita. Il progetto elaborato a Pieve di Cadore ha seguito un percorso articolato di visite e di analisi del territorio che ha permesso d’integrare le informazioni raccolte per svolgere in maniera interdisciplinare vari progetti, che alcuni docenti dell’Istituto hanno inteso seguire con gli alunni delle classi finali del triennio. Le classi hanno esplorato, ha aggiunto il docente, due siti di particolare valenza antropologica e storico culturale: il Mulino–segheria-  latteria di Pozzale, che  oggi, dopo la ristrutturazione fatta  con fondi del Gruppo di Azione Locale nr. 1 Alto Bellunese, del Comune di Pieve e della Regola di Pozzale è stato trasformato in Museo delle Arti Locali e del Mulino – segheria di Nebbiù, purtroppo quasi abbanonato, che dopo l’alluvione del 1966   non è stato più restaurato”. Tutte le visite, effettuate nei giorni 22 e 26 novembre a Pozzale,  30 novembre e 3 dicembre a Nebbiù, sono state fatte percorrendo a piedi la strada dalla scuola alle due frazioni Sono state volute in questa forma perché  considerate come  escursioni, al fine di  permettere  ai ragazzi di osservare anche alcuni fabbricati studiati  durante le attività di studio preliminari. Alla conclusione del progetto, che dovrà essere terminato entro il 28 marzo 2014, dovrà essere presentata una relazione creativa ( un album - cartaceo con disegni, fumetti, foto, descrizioni). Una giuria qualificata selezionerà nel mese di maggio i migliori elaborati e assegnerà premi nazionali e, riservati alle “Classi Amiche FAI”, premi regionali e speciali. Una cerimonia di premiazione si svolgerà nella primavera 2014. In questa occasione  i vincitori presenteranno il loro lavoro e saranno premiati con speciali materiali didattici da utilizzare nelle scuole.

 

 

-         22 novembre 2013 Classi 3A e 3B – mulino-segheria, latteria di Pozzale, nr (22+21)=43 allievi e gli insegnanti di Arte Ivano Alfarè Lovo, la Prof. Crose e la Prof. Coffen; ha accolto gli studenti ed illustrato la storia del manufatto il Signor Da Corta Franco attuale presidente pro tempore della Regola di Pozzale.

-         26 novembre 2013 Classe 3C - mulino-segheria, latteria di Pozzale, nr 22 allievi e l’insegnante di Arte Ivano Alfarè Lovo, ed il Prof. Monteleone; ha accolto gli studenti ed illustrato la storia del manufatto il Signor Da Corta Franco attuale Presidente Pro Tempore della Regola di Pozzale.

-         30 novembre 2013 Classi 3A e 3B – mulino-segheria di Nebbiù, nr (22+21)=43 allievi e gli insegnanti di Arte Ivano Alfarè Lovo, la Prof. Crose e la Prof. Coffen, ha accolto gli studenti ed illustrato la storia del manufatto il Signor Osvaldo De Lorenzo ed il Signor Ugo Serafini.

-         03 dicembre 2013 Classe 3C - mulino-segheria, latteria di Nebbiù, nr 22 allievi e gli insegnanti di Arte Ivano Alfarè Lovo e l’assistente del personale ATA Angela Zullo; ha accolto gli studenti ed illustrato la storia del manufatto il Signor Osvaldo De Lorenzo.

 

Tutte le visite hanno comportato un’escursione di andata e ritorno dalla scuola al sito di studio attraverso percorsi situati nel territorio comunale permettendo ai ragazzi di osservare anche alcuni dei fabbricati oggetto di segnalazione durante le attività preliminari di studio.

La Prof. Vacca insegnante di Tecnica, ha spiegato all’interno del proprio percorso didattico il ciclo degli alimenti e le trasformazioni del grano, l’uso ed il funzionamento della macina, della “sega alla veneziana” ecc...

 

 

 

 

Ringraziamenti:

Si ringraziano per la collaborazione il preside Giuliano Cilione, il personale ATA dell’Istituto, il sindaco di Pieve di Cadore Antonia Ciotti, gli amministratori ed i tecnici del Comune di Pieve di Cadore, il presidente della Regola di Pozzale Andrea Da Cortà, Osvaldo De Lorenzo, e tutte le altre persone che hanno voluto condividere con gli alunni questa esperienza didattica.

 

Bibliografia di riferimento:

-         Laudo della Regola di Pozzale, manoscritto anno 1588. Archivio Regola di Pozzale.

-         I boschi ed i confini del monte XXX  , libretto a stampa 1753. Archivio Regola di Pozzale.

-         Roberto Tabacchi, Danilo De Martin, 2010 Uomini e macchine idrauliche “Omin e machine a aga” nel Cadore d’inizio novecento. Editrice Union Ladina del Cadore de Medo. Pp 84-103 e 130-135.

-         Vittore Doro. 2013 Sui Troi della Redosola “Su i troi de la Redosola” Piccola guida alla storia, alle leggende, alla cucina e alle escursioni di Nebbiù di Cadore e dintorni. Tiziano Edizioni.

 

 

I DUE MULINI VISTI DAGLI STUDENTI

 

Igorolivo67@hotmail.it

 

Gita al mulino- segheria-latteria

(Pozzale)

Il giorno 23-11-13 alle ore 8.00 le classi 3°A e 3°B della Scuola Media di Pieve di Cadore si sono incamminate dalla loro scuola per raggiungere la “Ciasa della regola”mulino-segheria- latteria di Pozzale.

Giunti alla meta hanno incontrato il sig. Da Cortà che li guidò per la struttura per poter spiegare le varie parti degli attrezzi che venivano utilizzati ai tempi dei nostri nonni.

Questo stabile era funzionante durante la 2° Guerra Mondiale e per questo la gente che lo frequentava rischiava la propria vita per portare il frano a macinare o il latte per formaggi e ricotte.

Qui era presente una sega in passato utilizzata per trasformare tronchi in travi o tavole per pareti, di fronte era posizionato un tornio che serviva per lisciare o lavorare dei pezzi a forma cilindrica di legno .

Al di sotto c’era l’area per la macinazione con tutti gli utensili,invece, il piano sotterraneo conteneva il minimo indispensabile per lavorare il latte.

Per i ragazzi è stata un’ esperienza indimenticabile!

 

 

Gita al mulino-segheria

(Nebbiù)

Il giorno 30-11-13 alle ore 8:00 le classi 3°A e 3°B della Scuola Media di Pieve di Cadore si sono incamminate dal piazzale di Tai di Cadore per raggiungere il mulino-segheria di Nebbiù presso il Ru Secco dove li aspettò il sig. Ugo Serafini e il sig. Osvaldo De Lorenzo per guidarli e mostrare a loro la struttura .

Questo locale era dotato di ben tre macine ed una sega accostata da una cucinetta ecologica . non è aperta al pubblico perchè è in condizioni critiche a causa dell’ alluvione del 1966 e del mancato restauro.

Gli antichi macchinari all’ interno erano tutti alimentati da una turbina ad asse verticale che produceva 9 cavalli circa ed era un lusso averne una a quei tempi.

È stato emozionante ed istruttivo per gli studenti che hanno vissuto quest’esperienza!

PIEVE DI CADORE

Relazione delle due uscite ai mulini di Pozzale e Nebbiù

Le classi terze della scuola media di Pieve di Cadore si sono recate due volte a visitare dei mulini, per il progetto:“Guarda dove FAI”, proposto dal professore di arte Ivano Alfarè.

Uscita a Pozzale: la “Ciasa della Regola”

Il giorno 23 novembre 2013 le classi terze della scuola media di Pieve si sono recate all'ex mulino/segheria di Pozzale, dove ora è situata la “Ciasa della Regola”.

I ragazzi sono partiti da scuola alle otto e un quarto e sono giunti a Pozzale dopo circa mezz'ora di cammino sotto la pioggia. Gli alunni sono stati accolti dal sig. Da Cortà, che è stato la loro guida. Le classi hanno visitato per prima cosa la stanza della macina: hanno potuto ammirare un ingegnoso marchingegno prodotto per sgranare le pannocchie ed anche il vecchio meccanismo dell’orologio che un tempo era installato sul campanile di Pozzale. In seguito gli è stata illustrata la macina vera e propria, che è parsa loro molto affascinante. Da Cortà ha spiegato loro che il mulino è stato il primo in Cadore a funzionare con un motore elettrico, senza bisogno dell'acqua. Successivamente i ragazzi hanno visitato la parte della Ciasa adibita a segheria, quest'ultima contiene la sega alla veneziana ed una interessante serie di attrezzi per le varie lavorazioni del legno. Infine la scolaresca ha potuto ammirare lo scantinato della segheria dove è stato raccolto il materiale dell’ex latteria frazionale. Lì sono conservati, oltre ai comuni attrezzi per la lavorazione del latte, anche le schede personali dei soci e la contabilità della latteria. Finita la visita le classi sono tornate a scuola. I ragazzi hanno decisamente apprezzato questa uscita didattica che hanno considerato istruttiva e arricchente.

Uscita a Nebbiù: il mulino sul “Rù Secco”

Il giorno 30 novembre 2013 le classi terze della scuola media di Pieve si sono nuovamente recate a visitare un mulino, questa volta a Nebbiù. I ragazzi sono partiti da Tai e, nonostante un freddo polare, sono giunti a Nebbiù alle nove meno un quarto, più o meno.

Sono stati accolti da Ugo Serafini e Osvaldo De Lorenzo, rispettivamente il figlio del proprietario e la guida del mulino. Come prima cosa il sig. Osvaldo ha spiegato loro che il mulino di Nebbiù era moderno per la sua epoca, in quanto al posto della tipica ruota aveva una serie di macchinari, quali turbine, alberi rotanti ecc..., che venivano azionati dalla forza dell'acqua. Quest'ultima veniva intrappolata durante la notte in una vasca situata circa 70 metri più in alto, lungo il corso del torrente: “Rù Secco” e successivamente rilasciata al mattino acquisendo più potenza e quindi fornendo più energia. In seguito le classi si sono recate in una stanza, dove si trovano ancora la maggior parte degli ingranaggi e dove è stato spiegato loro il meccanismo grazie al quale il mulino funzionava. Purtroppo parte dei meccanismi è stata rovinata da un' alluvione, perciò oggi è più difficile capire come potessero azionarsi. Successivamente gli alunni hanno potuto, con gioia, visitare l' ex segheria, dove hanno ammirato l'ingegnoso sistema grazie al quale i tronchi, sopra ad un carro, potevano essere trasportati e lavorati con maggiore facilità. Definiamo “ingegnoso” il meccanismo perché, grazie ad un contrappeso, il carro poteva essere manovrato servendosi di una spinta decisamente inferiore rispetto agli altri carri dell' epoca, per i quali, invece, serviva la forza di due o anche tre uomini. Come ultima cosa, i ragazzi hanno potuto vedere le due macine, ora inutilizzabili, che un tempo servivano a macinare granoturco e altri cereali. Anche questa visita, come la prima, è stata molto istruttiva e, nonostante il freddo, molto interessante. ALLA FINE...

Gli alunni si dicono molto soddisfatti di queste due uscite e affermano che gli piacerebbe vivere nuovamente un' esperienza simile.

Classe 3A Olga Silvestri, Emrana Semsedin, Lisa Tabacchi.

Il 23 novembre 2013 ci siamo recati al mulino ristrutturato di Pozzale. Siamo partiti da scuola alle 8.00 e ci siamo incamminati verso Pozzale, una piccola frazione del comune di Pieve. La giornata non era delle migliori a livello meteo dal momento che pioveva molto e il giorno prima aveva nevicato rendendo le strade poco agibili. Arrivati al mulino siamo entrati per scoprire che ospitava una segheria ed una latteria, purtroppo oggi inutilizzate. Era stato costruito per l'utilizzo degli abitanti di Pozzale e Pieve. Una settimana dopo ci siamo recati a Nebbiù, altra frazione di Pieve, per visitarne un altro. Questa volta siamo partiti dal piazzale vicino al bivio per Nebbiù e siamo risaliti a piedi. La giornata era particolarmente fredda ma non pioveva. Al contrario del precedente mulino visitato, quest'ultimo funzionava ad acqua. L'edificio era pericolante ed inagibile. Anche questo era stato adibito a segheria. Oggi diamo per scontata l'importanza di questi mulini, ci sembrano solo semplici edifici ma al loro interno ci sono veri e propri macchinari, semplici, funzionanti ma fondamentali, che permisero agli abitanti del luogo di macinare e produrre, diventando auto sufficienti.

3A Filippo Rebeschini - relazione uscita visite mulini a Pozzale e Nebbiù. 

GITA AL MULINO DI POZZALE
Il giorno 23 Novembre 2013 le classi 3A e 3B hanno visitato l'antico mulino, ora ristrutturato di Pozzale, chiamato "Ciasa delle regole". Arrivati sul posto la guida, ha spiegato loro il funzionamento e lo scopo di macchine, come quella per la farina. In seguito ha illustrato ai nostri ragazzi le varie fasi per arrivare da: cereali, frumento e grano, al prodotto finito. Questo mulino era uno dei primi in Cadore a sfruttare la corrente elettrica per funzionare ma non è stato molto sfruttato per la sua posizione svantaggiosa . Successivamente gli alunni sono passati nella segheria: qui il signor Da Cortà ha mostrato loro i vari strumenti per l'intaglio del legno. Sono entrati in seguito nella latteria dove uno degli oggetti dominanti era un calderone enorme posto al centro della sala, in cui una volta si scaldava il latte. I giovani si sono documentati sulla storia del mulino, su alcuni antichi libri riferiti ad esso e infine sono tornati a scuola con una consapevolezza in più sull'importanza della storia del loro territorio.

GITA AL MULINO DI NEBBIÙ
Il giorno 30 Novembre 2013 le classi 3A e 3b dopo l'uscita al mulino di Pozzale , hanno visitato quello rovinato a causa dell'alluvione del ‘66 a Nebbiù. La guida Osvaldo De Lorenzo li ha accompagnati all'interno dell'edificio ha spiegato loro il funzionamento dei vari meccanismi. Questo mulino era l'unico in Cadore che invece di essere dotato della ruota che sfruttava l'acqua raccolta in vasche , aveva delle turbine che azionavano con la forza dell'acqua corrente . Al piano di sopra si trovava la segheria che funzionava in modo particolare , perché una parte è stata distrutta dall'alluvione, così anche il pezzo di bosco sfruttato accanto al mulino. Ringraziato il signor Osvaldo e il figlio del proprietario della struttura, Ugo Serafini, gli alunni sono tornati a scuola contenti di aver imparato altre cose molto interessanti sul loro paese. 3A, Tabacchi Ivana e Alice Raddi relazione delle gite a Pozzale e Nebbiù.

 

LE VISITE AI MULINI VISTE DALLA STAMPA

PIEVE DI CADORE I giovani alla scoperta dell'integrazione delle strutture produttive nell' ambiente dolomitico. Gli studenti delle terze classi della scuola media “Pietro Fortunato Calvi” di Pieve di Cadore in questi giorni sono impegnati, insieme ai loro docenti, alla realizzazione del progetto del Fondo Ambiente Italiano “Guarda come FAI”. Si tratta di una proposta del FAI per l’anno scolastico 2013-2014 con il quale è stato proposto alle classi di affrontare il tema della relazione tra i luoghi del lavoro e del tempo libero con il paesaggio. “Pertanto, ha spiegato il professore Ivano Alfarè Lovo, sono stati presi in considerazione le sedi delle attività produttive e commerciali e gli spazi di incontro e di svago. Finalità del progetto è far comprendere agli studenti che anche fabbriche, uffici, fattorie, campi coltivati, teatri, biblioteche, con la loro storia e le loro specificità, sono importanti segni che contraddistinguono il paesaggio, testimoniandone la storia, l'economia, ma anche la cultura e i modelli di vita. Il progetto elaborato a Pieve di Cadore ha seguito un percorso articolato di visite e di analisi del territorio che ha permesso d’integrare le informazioni raccolte per svolgere in maniera interdisciplinare vari progetti, che alcuni docenti dell’Istituto hanno inteso seguire con gli alunni delle classi finali del triennio. Le classi hanno esplorato, ha aggiunto il docente, due siti di particolare valenza antropologica e storico culturale: il Mulino–segheria- latteria di Pozzale, che oggi, dopo la ristrutturazione fatta con fondi del Gruppo di Azione Locale nr. 1 Alto Bellunese, del Comune di Pieve e della Regola di Pozzale è stato trasformato in Museo delle Arti Locali e del Mulino – segheria di Nebbiù, purtroppo quasi abbanonato, che dopo l’alluvione del 1966 non è stato più restaurato”. Tutte le visite, effettuate nei giorni 22 e 26 novembre a Pozzale, 30 novembre e 3 dicembre a Nebbiù, sono state fatte percorrendo a piedi la strada dalla scuola alle due frazioni Sono state volute in questa forma perché considerate come escursioni, al fine di permettere ai ragazzi di osservare anche alcuni fabbricati studiati durante le attività di studio preliminari. Alla conclusione del progetto, che dovrà essere terminato entro il 28 marzo 2014, dovrà essere presentata una relazione creativa ( un album - cartaceo con disegni, fumetti, foto, descrizioni). Una giuria qualificata selezionerà nel mese di maggio i migliori elaborati e assegnerà premi nazionali e, riservati alle “Classi Amiche FAI”, premi regionali e speciali. Una cerimonia di premiazione si svolgerà nella primavera 2014. In questa occasione i vincitori presenteranno il loro lavoro e saranno premiati con speciali materiali didattici da utilizzare nelle scuole.

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