L'ASSEMBLEA DEL 19 GENNAIO 2019

L'ASSEMBLEA IN MAGNIFICA COMUNITA'

LE BELLE SEGRETARIE

PIEVE DI CADORE

La pubblicazione di un libro di musica scritto da Andrea Da Cortà, che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole cadorine, la quarta edizione del concorso “La Bella del Cadore...in abito ladino” e lo sviluppo del progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, con la stampa del materiale necessario per insegnare, sono solo alcune delle iniziative approvate dall'assemblea generale dell'Union Ladina del Cadore de medo”, che si è tenuta sabato 19 gennaio a Pieve di Cadore. L'assemblea è stata aperta dalla presidente del sodalizio Cinzia Vecellio Mattia che ha presentato una corposa relazione sulle attività svolte dall'Unione nel corso del 2018. Attività rivolte prevalentemente alle scuole di ogni ordine e grado. All'assemblea era presente anche la vicepresidente della Federazione dei Ladini del Veneto, Francesca Larese Filon. “La nostra attività”, esordito la presidente, nel 2018 è stata molto corposa e indirizzata su due fronti: per le scuole, alle quali sono rivolte le nostre maggiori attenzioni; per tutti i ladini sparsi sul territorio che va da Auronzo a Cibiana ed a Vodo. E' per questo che alle scuole sono stati dati dei contributi, come quello all'asilo di Auronzo dove i bambini hanno realizzato con le loro mani il “Presepe d n ota”. L'iniziativa è stata realizzata da Orietta Da Ponte Becher che l'ha arricchita dai racconti storici della vita del paese durante le feste di Natale”. Sempre ad Auronzo abbiamo collaborato alla realizzazione dell'Orto scolastico costruito e gestito dall'istituto comprensivo. Infine è stato sviluppato il progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, finanziato con i fondi di confine”. Per le iniziative rivolte al territorio” ha aggiunto,” sono state molte: dalla stampa dei CD del gruppo “Na fuoia”, al libro di Vito Vecellio, alla messa in rete del “Dizionario Ladino della gente di Lozzo” con l'indirizzo di dizionariolozzo.smallcodes.com. Sono comunque numerose le iniziative rivolte alla salvaguardia del ladino da realizzare attraverso alcuni dizionari che sono in lavorazione. Infine”, ha concluso, “abbiamo collaborato anche finanziariamente alla realizzazione del concorso La Bella del Cadore...in abito ladino, realizzato dall'associazione Pro Nebbiù”.

La relazione e il bilancio consuntivo sono stati approvati all'unanimità. Di seguito è stato affrontato anche il programma delle attività per il 2019. Nel cuore dei soci rimane sempre la scuola: è per questo che nel programma futuro primeggia la pubblicazione di un libro di musica scritto da Andrea Da Cortà, che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole cadorine e lo sviluppo del progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, con la stampa del materiale necessario per insegnare. La quarta edizione del concorso “La Bella del Cadore...in abito ladino” è invece rivolta ai giovani per sensibilizzarli all'uso delle tradizioni. Tra le attività più urgenti è l'adeguamenento del sito www.unionladina.it che è fermo da alcuni mesi e del quale si occuperà la segreteria.

AURONZO NON VUOLE I LADINI

PRESIDENTE UNION LADINA CINZIA VECELLIO

23 gennaio AURONZO NON VUOLE LADINI

PIEVE DI CADORE

Il Comune di Auronzo non ha trovato uno spazio comunale per le esigenze dell'Istituto Ladino de la Dolomites, che ha sede a Borca. La notizia è stata resa pubblica dalla presidente dell'Union Ladina del Cadore de Medo, al termine dell'assemblea generale dei soci che si è tenuta sabato scorso a Pieve. La notizia ha sorpreso tutti, per due ragioni: per primo perché l'Istituto Ladino è un ente provinciale nato con la legge sulla salvaguardia delle lingue minoritarie, tra le quali il Ladino e quindi il suo lavoro si svolge sul territorio coperto dalla Federazione Ladina del Veneto; secondo perché proprio Auronzo è il Comune che ha beneficiato maggiormente del lavoro sia dell'Union Ladina del Centro Cadore, sia dell'Istituto di Borca. La comunicazione del diniego da parte del Comune di Auronzo è stata fatta al termine dell'assemblea generale, che aveva appena approvato la relazione sulle attività del 2018 e il programma per il 2019, nei quali sono stati dati dei contributi, all'asilo di Auronzo dove sono stati premiati i bambini hanno realizzato con le loro mani il “Presepe d n ota”. Un'iniziativa realizzata da Orietta Da Ponte Becher, che l'ha arricchita dai racconti storici della vita del paese durante le feste di Natale, sugli abiti e sulle canzoni di allora”. Sempre ad Auronzo i ladini hanno collaborato alla realizzazione dell'Orto scolastico costruito e gestito dall'istituto comprensivo. Infine sempre ad Auronzo è stato sviluppato il progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, finanziato con i fondi di confine. Un progetto che è stato approvato anche per l'anno 2019. “Il rifiuto del Comune di Auronzo a concedere in uso un locale, motivato dalla mancanza di spazi” ha spiegato la presidente dell'Union Ladina, Cinzia Vecellio Mattia, “è stata una sorpresa, perché fino a poco tempo fa, da quanto mi era stato assicurato nell'ambito dell'amministrazione, non ci sarebbero stati problemi. Mi spiace ancora di più perché oltre alle attività con le scuole l'Istituto sta portando avanti lo Sportello Ladino di Auronzo e il Gruppo di lavoro “Al nos patuà” che sta lavorando al vocabolario auronzano di Ida Zandegiacomo de Lugan. Alla luce del diniego dovremo riprogrammare i nostri impegni su Auronzo”.

CHI SONO I LADINI

ANDREA MUSICISTA LADINO

CHI SONO I LADINI originale

Visitando le Dolomiti, spesso si notano delle persone che indossano abiti tradizionali, spesso scambiati per tirolesi, che si richiamano alle tradizioni e alla storia di questo territorio. Ciò è possibile e naturale, perché nell’alta Provincia di Belluno vive una popolazione di origine antichissima, che parla una lingua che non è né italiano, né tedesco: è il popolo ladino. Una comunità che in Provincia di Belluno è presente in 36 comuni, con oltre 65.000 abitanti, tutti localizzati nelle valli dolomitiche: Agordino, Zoldo, Cadore, Ampezzo e Livinallongo – Col Di Lana. Queste popolazioni parlano una lingua che è antica e deriva dalla loro storia e dalle loro origini. Il popolo ladino intorno all'anno mille occupava un'area molto estesa nelle Alpi, tra la Svizzera e le Alpi Giulie. Ancora oggi è presente anche in Svizzera e nel Friuli Venezia Giulia. Alla Ladinia, così è chiamata l’area nella quale vivono, oltre alle popolazioni bellunesi, appartengono anche i ladini delle Provincie di Trento e Bolzano. I ladini sono tutelati dalla legge italiana ed europea che riconosce 12 lingue minoritarie e provvede a salvaguardarle con delle apposite norme. I ladini della Provincia di Belluno sono organizzati in Associazioni ed in Unioni, riunite nella Federazione fra le Unioni Ladine della Regione Veneto. Per conservare la loro cultura e le loro tradizioni nel 2003 è stato costituito nella sede della Comunità Montanadella Valle del Boite, a Borca di Cadore, l'Istituto provinciale per la lingua e la cultura ladina, la cui denominazione in ladino è l'Istituto Ladin de la Dolomites. L'Istituto è presente sul territorio conotto SPORTELLI LINGUISTICI, il cui scopo è di diffondere ciò che è necessario sapere in merito alla normativa statale che consente la tutela e la diffusione della lingua e della cultura ladina.Gli sportellisti che operano per l’Istituto svolgono anche la funzione d'interpretee di traduttori. Sono a disposizione delle amministrazioni locali e dei privati cittadini.

L'Istituto Ladino opera inoltre in campo culturale, istituendocorsi di formazione per dipendenti degli enti pubblici, degli enti turistici e per gli insegnanti della scuola dell’obbligo. Pubblica libri, dvd e cd musicali, collaborando con le associazioni culturali e le Unioni Ladine, gli istituti scolastici ladini e le Università del Triveneto, raccogliendo materiale e tesi di laurea inerenti alla cultura ladina, organizzando iniziative musicali e teatrali come “Ladincantando!” e “Ladin a scòla”. Infine pubblica il periodico semestrale “Ladin!”. La diffusione della lingua ladina è effettuata anche tramite programmi radio-televisivi che toccano vari temi: dalla cultura alle tradizioni, dall'attualità al volontariato e che riscuotono ogni anno un ottimo successo tra il pubblico.


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