L'ASSEMBLEA DEL 19 GENNAIO 2019

CHIARA MAZZUCCATO BELLA DEL CADORE 2019

CHIARA BELLA DEL CADORE 2019

PIEVE DI CADORE

Chiara Mazzuccato bionda e sempre sorridente, vestendo un abito importante della tradizione ladina, è stata eletta “Belle del Cadore 2019”. Ha vinto un soggiorno per due persone in un lussuoso hotel a scelta in Europa, offerto dall'Agenzia Piazza Tiziano e un servizio televisivo.“Non è stata una scelta facile” ha commentato Olga Riva Piller, presidente della giuria composta anche da Giuditta Bolzonello, Lorella Bombassei Proietti, Francesca Larese Filon e Lucilla Samoini, “ tanto che abbiamo preferito segnalare alcune concorrenti che meritano una citazione”.

Così una segnalazione è stata fatta a Camilla e Sveva Caffaro perché rappresentano il futuro. Una seconda segnalazione della giuria ha indicato Veronica Da Prà di Lozzo, come un esempio di attaccamento alla sua terra, di volontà e di cultura. Infine ha segnalato Kassandra Lou Rei di Valle, come esempio di integrazione ottenuta in soli tre anni. Fuori concorso la giuria ha segnalato Romano Pompanin di Zoppè di Cadore rappresentante di uomo ladino attaccato alle tradizioni. Al concorso del 2019, indetto per la terza volta dall'Associazione Turismo e Servizi Stampa, supportato dall'Union Ladina del Cadore de Medo e dal Comune di Pieve, hanno partecipato 12 concorrenti provenienti da varie località del Cadore, che sono state sottoposte ad alcuni test per conoscere il loro rapporto con il mondo ladino e la capacità di indossare l'abito tradizionale delle Dolomiti. “LA BELLA DEL CADORE…in Abito Ladino”, ha spiegato il presentatore presentando l'evento, è un Concorso di bellezza e cultura dolomitica nato per riportare nell'uso delle giornate di festa e nelle ricorrenze, come la feste patronali e negli eventi turistici, l'uso dell'abito tradizionale delle Valli Ladine, una tradizione che fa fatica ad affermarsi nelle giovani generazioni solo perché mancano le occasioni per esibirlo insieme. Questa carenza è apparsa evidente in occasione della Prima Festa del Folclore Ladino celebrata a San Vito di Cadore lo scorso giugno, che se la consistenza della partecipazione popolare ha dimostrato che la Ladinità è ancora viva e si colloca tra tradizione e modernità. Per le donne, questo <essere e sentirsi ladini> è molto spontaneo e sempre di più spesso trova la sua esternazione nell'abito tipico che viene sfoggiato anche in occasione di manifestazioni o sul luogo di lavoro, quando la donna è a contatto con la gente che arriva da fuori: cioè i turisti. Con l'abito tradizionale ladino la donna di qualsiasi età si sente più bella e più a suo agio nei rapporti con le altre persone e sfoggia il suo abito con orgoglio, come dimostrazione di far parte di un popolo antico, ma moderno nello stesso tempo, specialmente se lo ha ereditato dalla madre o dalla nonna. Ecco, dunque, il Concorso che gli consente di sentirsi ammirata e fiera di essere Ladina.

 

 

L'ASSEMBLEA IN MAGNIFICA COMUNITA'

LE BELLE SEGRETARIE

PIEVE DI CADORE

La pubblicazione di un libro di musica scritto da Andrea Da Cortà, che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole cadorine, la quarta edizione del concorso “La Bella del Cadore...in abito ladino” e lo sviluppo del progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, con la stampa del materiale necessario per insegnare, sono solo alcune delle iniziative approvate dall'assemblea generale dell'Union Ladina del Cadore de medo”, che si è tenuta sabato 19 gennaio a Pieve di Cadore. L'assemblea è stata aperta dalla presidente del sodalizio Cinzia Vecellio Mattia che ha presentato una corposa relazione sulle attività svolte dall'Unione nel corso del 2018. Attività rivolte prevalentemente alle scuole di ogni ordine e grado. All'assemblea era presente anche la vicepresidente della Federazione dei Ladini del Veneto, Francesca Larese Filon. “La nostra attività”, esordito la presidente, nel 2018 è stata molto corposa e indirizzata su due fronti: per le scuole, alle quali sono rivolte le nostre maggiori attenzioni; per tutti i ladini sparsi sul territorio che va da Auronzo a Cibiana ed a Vodo. E' per questo che alle scuole sono stati dati dei contributi, come quello all'asilo di Auronzo dove i bambini hanno realizzato con le loro mani il “Presepe d n ota”. L'iniziativa è stata realizzata da Orietta Da Ponte Becher che l'ha arricchita dai racconti storici della vita del paese durante le feste di Natale”. Sempre ad Auronzo abbiamo collaborato alla realizzazione dell'Orto scolastico costruito e gestito dall'istituto comprensivo. Infine è stato sviluppato il progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, finanziato con i fondi di confine”. Per le iniziative rivolte al territorio” ha aggiunto,” sono state molte: dalla stampa dei CD del gruppo “Na fuoia”, al libro di Vito Vecellio, alla messa in rete del “Dizionario Ladino della gente di Lozzo” con l'indirizzo di dizionariolozzo.smallcodes.com. Sono comunque numerose le iniziative rivolte alla salvaguardia del ladino da realizzare attraverso alcuni dizionari che sono in lavorazione. Infine”, ha concluso, “abbiamo collaborato anche finanziariamente alla realizzazione del concorso La Bella del Cadore...in abito ladino, realizzato dall'associazione Pro Nebbiù”.

La relazione e il bilancio consuntivo sono stati approvati all'unanimità. Di seguito è stato affrontato anche il programma delle attività per il 2019. Nel cuore dei soci rimane sempre la scuola: è per questo che nel programma futuro primeggia la pubblicazione di un libro di musica scritto da Andrea Da Cortà, che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole cadorine e lo sviluppo del progetto “Plurilinguismo con ladino e metodologia Clil”, con la stampa del materiale necessario per insegnare. La quarta edizione del concorso “La Bella del Cadore...in abito ladino” è invece rivolta ai giovani per sensibilizzarli all'uso delle tradizioni. Tra le attività più urgenti è l'adeguamenento del sito www.unionladina.it che è fermo da alcuni mesi e del quale si occuperà la segreteria.

CHI SONO I LADINI

ANDREA MUSICISTA LADINO

CHI SONO I LADINI originale

Visitando le Dolomiti, spesso si notano delle persone che indossano abiti tradizionali, spesso scambiati per tirolesi, che si richiamano alle tradizioni e alla storia di questo territorio. Ciò è possibile e naturale, perché nell’alta Provincia di Belluno vive una popolazione di origine antichissima, che parla una lingua che non è né italiano, né tedesco: è il popolo ladino. Una comunità che in Provincia di Belluno è presente in 36 comuni, con oltre 65.000 abitanti, tutti localizzati nelle valli dolomitiche: Agordino, Zoldo, Cadore, Ampezzo e Livinallongo – Col Di Lana. Queste popolazioni parlano una lingua che è antica e deriva dalla loro storia e dalle loro origini. Il popolo ladino intorno all'anno mille occupava un'area molto estesa nelle Alpi, tra la Svizzera e le Alpi Giulie. Ancora oggi è presente anche in Svizzera e nel Friuli Venezia Giulia. Alla Ladinia, così è chiamata l’area nella quale vivono, oltre alle popolazioni bellunesi, appartengono anche i ladini delle Provincie di Trento e Bolzano. I ladini sono tutelati dalla legge italiana ed europea che riconosce 12 lingue minoritarie e provvede a salvaguardarle con delle apposite norme. I ladini della Provincia di Belluno sono organizzati in Associazioni ed in Unioni, riunite nella Federazione fra le Unioni Ladine della Regione Veneto. Per conservare la loro cultura e le loro tradizioni nel 2003 è stato costituito nella sede della Comunità Montanadella Valle del Boite, a Borca di Cadore, l'Istituto provinciale per la lingua e la cultura ladina, la cui denominazione in ladino è l'Istituto Ladin de la Dolomites. L'Istituto è presente sul territorio conotto SPORTELLI LINGUISTICI, il cui scopo è di diffondere ciò che è necessario sapere in merito alla normativa statale che consente la tutela e la diffusione della lingua e della cultura ladina.Gli sportellisti che operano per l’Istituto svolgono anche la funzione d'interpretee di traduttori. Sono a disposizione delle amministrazioni locali e dei privati cittadini.

L'Istituto Ladino opera inoltre in campo culturale, istituendocorsi di formazione per dipendenti degli enti pubblici, degli enti turistici e per gli insegnanti della scuola dell’obbligo. Pubblica libri, dvd e cd musicali, collaborando con le associazioni culturali e le Unioni Ladine, gli istituti scolastici ladini e le Università del Triveneto, raccogliendo materiale e tesi di laurea inerenti alla cultura ladina, organizzando iniziative musicali e teatrali come “Ladincantando!” e “Ladin a scòla”. Infine pubblica il periodico semestrale “Ladin!”. La diffusione della lingua ladina è effettuata anche tramite programmi radio-televisivi che toccano vari temi: dalla cultura alle tradizioni, dall'attualità al volontariato e che riscuotono ogni anno un ottimo successo tra il pubblico.


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