LADINI OGGI

CHI SONO I LADINI

ANDREA MUSICISTA LADINO

CHI SONO I LADINI originale

Visitando le Dolomiti, spesso si notano delle persone che indossano abiti tradizionali, spesso scambiati per tirolesi, che si richiamano alle tradizioni e alla storia di questo territorio. Ciò è possibile e naturale, perché nell’alta Provincia di Belluno vive una popolazione di origine antichissima, che parla una lingua che non è né italiano, né tedesco: è il popolo ladino. Una comunità che in Provincia di Belluno è presente in 36 comuni, con oltre 65.000 abitanti, tutti localizzati nelle valli dolomitiche: Agordino, Zoldo, Cadore, Ampezzo e Livinallongo – Col Di Lana. Queste popolazioni parlano una lingua che è antica e deriva dalla loro storia e dalle loro origini. Il popolo ladino intorno all'anno mille occupava un'area molto estesa nelle Alpi, tra la Svizzera e le Alpi Giulie. Ancora oggi è presente anche in Svizzera e nel Friuli Venezia Giulia. Alla Ladinia, così è chiamata l’area nella quale vivono, oltre alle popolazioni bellunesi, appartengono anche i ladini delle Provincie di Trento e Bolzano. I ladini sono tutelati dalla legge italiana ed europea che riconosce 12 lingue minoritarie e provvede a salvaguardarle con delle apposite norme. I ladini della Provincia di Belluno sono organizzati in Associazioni ed in Unioni, riunite nella Federazione fra le Unioni Ladine della Regione Veneto. Per conservare la loro cultura e le loro tradizioni nel 2003 è stato costituito nella sede della Comunità Montanadella Valle del Boite, a Borca di Cadore, l'Istituto provinciale per la lingua e la cultura ladina, la cui denominazione in ladino è l'Istituto Ladin de la Dolomites. L'Istituto è presente sul territorio conotto SPORTELLI LINGUISTICI, il cui scopo è di diffondere ciò che è necessario sapere in merito alla normativa statale che consente la tutela e la diffusione della lingua e della cultura ladina.Gli sportellisti che operano per l’Istituto svolgono anche la funzione d'interpretee di traduttori. Sono a disposizione delle amministrazioni locali e dei privati cittadini.

L'Istituto Ladino opera inoltre in campo culturale, istituendocorsi di formazione per dipendenti degli enti pubblici, degli enti turistici e per gli insegnanti della scuola dell’obbligo. Pubblica libri, dvd e cd musicali, collaborando con le associazioni culturali e le Unioni Ladine, gli istituti scolastici ladini e le Università del Triveneto, raccogliendo materiale e tesi di laurea inerenti alla cultura ladina, organizzando iniziative musicali e teatrali come “Ladincantando!” e “Ladin a scòla”. Infine pubblica il periodico semestrale “Ladin!”. La diffusione della lingua ladina è effettuata anche tramite programmi radio-televisivi che toccano vari temi: dalla cultura alle tradizioni, dall'attualità al volontariato e che riscuotono ogni anno un ottimo successo tra il pubblico.


L'ISTITUTO LADIN DE LA DOLOMITES

Il 15 dicembre ricorrono 13 anni da quando l'Istituto iniziò la propria attività nei primi due sportelli linguistici di Borca e Selva di Cadore.

Da allora il mondo, anche quello ladino, si è rivoltato e non sempre in meglio: i finanziamenti statali e regionali a favore delle minoranze linguistiche sono, purtroppo, sempre più ridotti e rigidamente incanalati; alcuni sportelli sono stati sospesi e risulta sempre più difficile proseguire diverse attività, diradando di conseguenza rapporti scientifici e di collaborazione con associazioni, enti, istituzioni.

Gli sportelli mantengono comunque il proprio impegno a favore della lingua e della cultura del territorio ladino bellunese, affrontando grandi ma riuscendo anche a conseguire lusinghieri traguardi.

Nell'ambito editoriale, l'Istituto ha pubblicato in numero unico la rivista “Ladin!”, che resta il suo fiore all'occhiello; ha edito la seconda raccolta di versi in zoldano di Renato Mosena dal Poont, “Al cùor al scauda dute le storie”, lo studio dialettologico di Enzo Croatto “Da agnó ruelo ra nostra paroles? Storia di alcune parole ampezzane” e “Thubiana la se vieste di poesia”, raccolta delle poesie partecipanti all'omonimo concorso tenutosi in marzo a Cibiana di Cadore. È prossima, inoltre, l'uscita di “Conta n ota”, raccolta di favole tradotte in ladino di Auronzo a cura di Cinzia Vecellio Mattia, patrocinata dall'Istituto, e di “La nostra aghes – Le valli delle Dolomiti Bellunesi e i corsi d'acqua che vi scorrono”, dispensa per l'insegnamento - nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dell'area ladina bellunese - della lingua attraverso la geografia locale.

L'Istituto ha preso parte alla XXX edizione della Rassegna Internazionale dell'Editoria di Montagna “MontagnaLibri” (Trento, aprile - maggio), con le pubblicazioni edite e patrocinate durante il 2015 e l'inizio del 2016; ha partecipato con una relazione al convegno “Dal parlar al scrivar – Sulla grafia del bisiac e di altre parlate dell'alto Adriatico” nell'ambito della Settimana della cultura Friulana 2016 (Ronchi dei Legionari, 10 maggio); ha organizzato i Laboratori di canto e di teatro in lingua ladina rivolti agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado dell'area ladina bellunese, conclusi con una manifestazione cui hanno partecipato 140 giovani, che hanno recitato e cantato in ladino (Pieve di Cadore, 30 maggio).

Ha continuato ad arricchire e sistemare la propria biblioteca, di cui - tra gli altri – si servono studenti del territorio; ha patrocinato il convegno “Filiera larice” (Cortina d'Ampezzo, 6-7 maggio); ha patrocinato e collaborato al convegno “La radises desmenteades” sulla toponomastica dell'Oltreciusa (San Vito di Cadore, 22 ottobre), di cui curerà gli atti; ha ricevuto un riconoscimento per l'attività durante i festeggiamenti del XX di fondazione dell'Union Ladina d'Oltreciusa (San Vito di Cadore, 20 novembre); è stato inserito nel gruppo di lavoro della Fondazione Dolomiti Unesco sul tema del plurilinguismo (Cortina d'Ampezzo, 7 dicembre).

Continua inoltre a tenere aggiornato e ad implementare il proprio sito internet e ha in cantiere altre iniziative di rilievo culturale e formativo.

Da quel lontano 15 dicembre 2003, l'Istituto ritiene di avere aggiunto numerosi tasselli al mosaico delle attività a favore della lingua e della cultura dell'area ladina bellunese, e si augura di poterne aggiungere ancora, con l'impegno di collaboratori, amici e sostenitori.

 

Istituto Ladin de la Dolomites

 

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